principe del bosco

Continuano ad arrivarci storie per la rubrica Talenti in erba, questa volta è il turno di Chiara Fessler, autrice della raccolta (Im)perfetta che verrà pubblicata, in 3 puntate, su DidiDonna.it. La storia che vi proponiamo oggi è intitolata Principe del bosco, ma prima di addentrarci nella lettura scopriamo meglio chi è Chiara, leggendo la breve presentazione che ci ha inviato.

Chiara Fessler, classe 1992, è nata a Bressanone. Frequenta il liceo linguistico e successivamente un corso di formazione professionale per assistenti all’infanzia, ma la sua più grande passione continuano a essere i libri. Dopo aver divorato centinaia di libri, dall’infanzia all’adolescenza, nel 2012 dà alla luce le due soddisfazioni più grandi della sua vita: una figlia e la bozza del primo libro. Dopo aver posto la parola FINE al libro si dedica alla bambina, al lavoro, all’uncinetto, alla musica, al sostegno del mondo LGTB e alle molte altre passioni, per poi riprenderlo in mano dopo quasi 4 anni, correggerlo e pubblicarlo. Per questioni di tempo, ora preferisce scrivere racconti brevi, ma un secondo libro non è assolutamente un’idea che esclude.

Principe del bosco di Chiara Fessler

C’era una volta una principessa. No, non una bellissima fanciulla bionda vestita di pizzi e merletti color rosa pastello, con i piedi elegantemente infilati in scarpette di cristallo. No, Ambra preferiva jeans e maglie neri, comode scarpe da uomo, e i suoi capelli erano sì stati biondi, ma ora passavano dal blu al viola al verde. Non sognava balli giganteschi, non le piacevano gli enormi banchetti a cui doveva presenziare, odiava tutti i prìncipi che si prodigavano in imbarazzanti inchini. No, lei adorava stare seduta a gambe incrociate per terra, con la schiena appoggiata al muro, un libro tra le mani e la mente che vagava.

Non aveva praticamente nulla in comune con le principesse dei libri e dei film.

Tranne una cosa.

Alla nascita le era stato lanciato un incantesimo. Niente aghi appuntiti, sonni eterni o torri inaccessibili, no… Ambra era circondata da un’aura glaciale. Un sottile ma solido strato di ghiaccio permeava tutta la superficie del suo corpo, come una seconda pelle.

Nessuno quindi riusciva ad avvicinarsi alla ragazza, o meglio, si avvicinavano, ma appena Ambra li sfiorava, essi si ritraevano, turbati dal gelo.

Così la principessa era sola. Sognava di incontrare qualcuno in grado di rompere, sciogliere, levigare quella corazza di gelo che la accompagnava sempre. D’estate si sdraiava in giardino al sole, pregando che i caldi raggi penetrassero fin dentro di lei, ma niente. Rimaneva sempre fredda.

In tutti i libri fiabeschi che leggeva, a un certo punto un principe arrivava a salvare la donzella di turno, di solito con un romantico bacio. Ambra un po’ ci voleva credere all’esistenza del suo principe, ma sicuramente non le andava di stare con le mani in mano ad aspettarlo.

Un giorno decise: il principe non arriva? Me lo vado a cercare da sola!

Avvisò il re e la regina che sarebbe andata a fare una passeggiata nel bosco. Provò a spiegare loro la situazione, ma per colpa della solita corazza glaciale, i suoi genitori avvertirono solo un freddo distacco.

Sellò il suo cavallo – l’unico abituato al suo tocco freddo – e salì abilmente, impugnò le redini e si inoltrò nel bosco.

Passeggiava da qualche ora, beandosi dei raggi che filtravano tra le chiome degli alberi, ma si sentiva un po’ stupida, rendendosi conto che non sapeva esattamente né cosa né dove cercare. D’altronde, pensò, ho incontrato così tanti prìncipi al castello. Perché il mio dovrebbe essere speciale? Magari se fossi stata più gentile con gli altri, tra loro avrei trovato il mio. Forse se fossi più carina, se mi vestissi e comportassi come tutte le altre principesse, lui sarebbe già arrivato. Forse…

Sobbalzò, sentendo un rumore. Si girò di scatto, ma non vide nulla al di là di alberi e cespugli.

«C’è qualcuno?» chiese. Le rispose solo il fruscio del vento.

Proseguì la passeggiata, ma anche l’animale era inquieto.

Arrivata in una radura, saltò giù dal cavallo e si sedette su di un sasso. Si osservava intorno quando udì ancora un rumore. Decise coraggiosamente di andare a vedere, addentrandosi di nuovo nel bosco, nel punto in cui pensava provenisse il rumore. Spostò con le braccia un ramo, calpestò qualche foglia, scavalcò un cespuglio di more, aggirò il tronco di un albero, ma nulla. Si voltò per tornare indietro, quando qualcosa vicino al tronco si mosse. La curiosità vinse la paura e si avvicinò per guardare da vicino.

«Ma cos…?!» fece un balzo all’indietro, inciampando in una radice sporgente e cadendo a terra.

«Scusa ragazzina, non volevo spaventarti! Dai, tirati su!»

Un ragazzo vestito di verde e sporco di terra le tese una mano.

«Ma chi sei?» domandò Ambra, afferrando la mano di quello che aveva scambiato per un albero.

«Sono il principe del bosco, tu?» rispose lui, continuando a stringere la mano della principessa, nonostante si fosse già rialzata.

«Tu? Ma che modi sono?! Nel bosco non vi hanno insegnato a dare del voi alle principesse?!» esclamò Ambra, ritraendo la mano e infilandosela in tasca. «O vi insegnano solo a nascondersi e spaventare la gente?!»

«Ah, sei una principessa? Nel tuo regno non ti hanno insegnato a vestirti elegante e non uscire da sola per i boschi?» ribatté il ragazzo, alzando un sopracciglio in segno di scherno.

Ambra sgranò gli occhi per la sorpresa, poi dovette ammettere che lui aveva ragione.

«Non mi piacciono le convenzioni», rispose, secca. Lui rise.

«Mi chiamo Elija, sono il principe del bosco e mi scuso profondamente per avervi spaventato. Mi piacerebbe immensamente conoscere il vostro nome, graziosa principessa.»

«Mi chiamo Ambra, sono la principessa del regno. Mi chiamano principessa gelida, credo. Non parlo molto con la gente…» rispose. Perplessa si domandò perché si stesse confidando così a un perfetto sconosciuto.

«Tu sei la principessa gelida?! Ho sentito tante voci sul tuo conto! E tutte sostengono una cosa: che la tua pelle sia terribilmente fredda.»

«Infatti», ammise.

«Ma non è vero. Io non ho sentito freddo quando ti ho stretto la mano.»

Ambra alzò gli occhi e fissò Elija, stupita e speranzosa. Non aveva sentito la sua pelle ghiacciata? Forse lui…

«Davvero?» sussurrò.

«Davvero. Posso… riprovare?» Il principe del bosco allungò la mano, invitando Ambra a stringerla. Col respiro affannoso, la ragazza afferrò la mano di Elija.

«Allora?» chiese timorosa, dopo qualche attimo.

«Stai tremando. Ma non di freddo. Io sento la tua pelle delicata e morbida contro la mia, ruvida e sporca, ma non c’è traccia di ghiaccio.»

Ambra chiuse gli occhi e focalizzò i suoi sensi sulla mano. Lo sentiva. Sentiva il calore del corpo di Elija passare dalle sue dita. Le mosse, stando attenta a non mollare la presa del ragazzo. Non c’era più traccia della coltre di ghiaccio. Lentamente sentì il calore arrivarle fino al polso, gomito, spalla, collo, e il freddo sparire, scivolare via dal suo corpo.

Aprì gli occhi e lo guardò.

«Tu… mi hai scaldata… Io… mi sento libera…» balbettò, cercando di capire.

Elija sorrise, e quel sorriso la fece sciogliere, ma questa volta in senso meno letterale.

«Principessa, sono lieto di aver spezzato l’incantesimo. C’è altro che posso fare?» Chiese il ragazzo, sfilando la mano da quella di Ambra.

«Aspetta, non mi mollare!» urlò lei, spaventata, temendo che la corazza gelida tornasse ad avvolgerla. «Tienimi ancora. Era così bello sentire del calore…» disse abbassando la voce, vergonandosi un po’.

«Calma principessa», Elija si scostò delicatamente. «Prenditi un po’ di tempo per capire cosa sia successo…»

«Hai ragione», ammise. «Però, mi accompagneresti di nuovo alla radura?»

Vicini ma senza sfiorarsi i due camminarono in silenzio finché non raggiunsero lo sprazzo erboso, dove il cavallo riposava tranquillo.

«Come ti senti?» domandò lui.

«E’ strano. Sento che sono libera dalla corazza esterna. Il sole mi scalda. Ma… sento che il ghiaccio non se n’è andato del tutto. Io credo che… il mio cuore… sia… ancora imprigionato.»

«Ti fidi di me?» chiese Elija prendendole di nuovo la mano, guardandola negli occhi.

No, non lo so se mi fido di te. Cioè, sento di fidarmi, ma perché? Perché mi fido di uno sconosciuto? Perché c’è del ghiaccio ancora sul mio cuore? Pensavo fosse solo fuori. Invece è anche dentro? E se fosse entrato adesso? Sei stato tu a congelarmi il cuore?

I pensieri vorticavano nella testa di Ambra, così velocemente che iniziò ad avere le vertigini e dovette chiudere gli occhi.

Dopo un attimo Elija la baciò, il ghiaccio sul cuore si sciolse e lei venne pervasa da un dolce, piacevole calore.

 

Se anche tu sei un aspirante scrittore o scrittrice inviaci il tuo racconto e lo pubblicheremo sul nostro Blog, nella nuova sezione Talenti in erba.
Per ulteriori informazioni, leggi l’articolo:
D di Donna dà spazio ai giovani scrittori: inviaci la tua storia!

 

 

2 Commenti

  1. […] con la rubrica Talenti in erba. Dopo avervi presentato Chiara Fessler con il racconto Principe del bosco, oggi vi proponiamo un nuovo racconto estratto dalla raccolta (Im)perfetta: Sguardo fisso sulla […]

  2. […] con la rubrica Talenti in erba. Dopo avervi presentato Chiara Fessler con il racconto Principe del bosco e Sguardo fisso sulla strada, oggi vi proponiamo il terzo ed ultimo racconto estratto dalla […]

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