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Ecco i segreti per evitare il raffreddore

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L’autunno e la primavera, con i loro continui sbalzi climatici, aprono le porte ad una delle malattie più diffuse, ovvero il raffreddore. In termini medici, il raffreddore è noto come rinofaringite acuta virale e rappresenta una malattia infettiva lieve.

Si tratta di una patologia che può colpire qualsiasi individuo e con la quale è possibile convivere senza l’assunzione di farmaci. È una condizione fastidiosa, che può essere associata a numerosi sintomi, tra cui la stanchezza, mal di testa, mal di gola e disturbi visivi.

Pur essendo una patologia molto diffusa e con sintomi lievi, è possibile evitare o prevenire il raffreddore se si conoscono alcune regole da applicare nella quotidianità.

Come evitare il raffreddore

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Un luogo comune che viene detto a tutti gli individui, sin da bambini, è che il freddo è la causa principale del raffreddore. In realtà, la scienza ha dimostrato diverse volte la totale assenza di una correlazione tra il freddo e i primi sintomi del raffreddore: il virus penetra all’interno del naso e non a causa del freddo o dell’umidità.

L’aria secca spesso può predisporre gli individui a diverse malattie, perché limita la capacità della mucosa di espellere gli agenti patogeni virali ed è per questo motivo che sono altamente consigliati gli umidificatori per ambienti nelle camere da letto o in altri ambienti della casa.

Le mani rappresentano l’elemento che più favorisce la trasmissione dei virus, perché ogni giorno sono a stretto contatto con numerosi germi e la quantità dei virus riscontrata nelle mani è maggiore rispetto a quella riscontrata nello starnuto. Il virus, quando è presente sulle mani, è facilmente trasferibile alle vie respiratorie come naso e bocca. Bisogna quindi lavarsi frequentemente le mani per almeno 15 secondi e utilizzare dei prodotti igienizzanti/disinfettanti.

Quali sono i sintomi

Il raffreddore è una malattia che può colpire gli individui anche più volte durante l’anno e presenta sintomi differenti da persona a persona. I soggetti maggiormente colpiti sono i bambini, perché sono a stretto contatto con altri coetanei quotidianamente e sono maggiormente sensibili a questo tipo di infezione.



I neonati sono maggiormente esposti al raffreddore nelle prime 6 settimane di vita, a causa del sistema immunitario debole. Al contrario, anche gli anziani rappresentano la tipologia di soggetti più a rischio, in particolar modo se sono indeboliti da patologie gravi che alterano il sistema immunitario. Questi rappresentano i soggetti più a rischio,
a cui si uniscono anche gli individui che effettuano chemioterapia o
particolari terapie immunosoppressive.

I sintomi appaiono dopo 10 ore dal contagio, quindi dall’ingresso del virus nel naso, possono peggiorare il secondo o il terzo giorno di infezione e possono durare fino a 2 settimane circa, anche se nella maggior parte dei casi il raffreddore cessa intorno al decimo giorno.

I sintomi più comuni, che colpiscono adulti e bambini, sono: tosse, dolore al petto, mal di gola, starnuti, naso gocciolante o chiuso, stanchezza e indebolimento o mal di testa. Raramente, il raffreddore può far insorgere anche la febbre, seppur bassa.

Lo stress può indurre al raffreddore, perché rende l’organismo vulnerabile ai virus e abbassa le difese del sistema immunitario, aumentando il rischio di contrarre infezioni e di incorrere a complicazioni più gravi. 

Non tutti curano il raffreddore con delle medicine, tuttavia, è possibile assumere i FANS, oppure il medico può consigliare antistaminici e decongestionanti in presenza di allergie. È consigliato assumere vitamine e integratori, riposare e bere molta acqua. Il raffreddore può condurre a sintomi più gravi solo se associato ad altre patologie, in particolare se associato ad altre infezioni alle vie respiratorie.

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