25
Lug
2016
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La dieta del riso funziona? Ecco tutti i pro e i contro

La dieta del riso funziona? Molti si pongono questa domanda, ma pochi sanno darsi una risposta. Oggi chiarirò ogni dubbio in merito a questo tipo di regime alimentare.

In cosa consiste la dieta del riso?

La dieta del riso prevede 2 fasi:

  1. Una dieta di 3 giorni per disintossicare l’organismo e depurarsi.
  2. Una dieta di 9 giorni per dimagrire ed avere la pancia piatta che tutti sognano.
Fase 1

Durante questa prima fase dobbiamo depurare il nostro organismo per prepararlo alla dieta vera e propria, di conseguenza dobbiamo mangiare solo riso. Il riso, infatti, ha un’azione drenante e purificante.

Mangiate crema di riso a colazione e minestre di riso a pranzo e cena. Abbinate al riso esclusivamente frutta e verdura, evitate tassativamente altri alimenti.

Per potenziare gli effetti della dieta del riso vi consiglio di provare a mangiare il riso integrale.

Fase 2

In questa seconda fase potrete perdere fino a 5 kg in 9 giorni. L’importante è consumare 80 gr di riso integrale a pranzo e cena (accompagnatelo sempre con un contorno di verdure e un frutto). A colazione bevete un bicchiere di latte di riso (se volete prepararlo in casa, seguite la mia ricetta) e mangiate 3 gallette di riso e un frutto. Mangiate un frutto anche come merenda e spuntino.

Quali alimenti abbinare al riso:
  • asparagi
  • ananas
  • mandorle
  • carciofi
  • avocado
  • limone
  • basilico
  • cetrioli

La dieta del riso funziona?

Dopo avervi spiegato in cosa consiste questo tipo di dieta, posso finalmente rispondere a questa domanda. Ebbene sì, la dieta del riso funziona! L’importante è seguirla soltanto per 9 giorni per poi passare ad un regime alimentare un po’ più equilibrato.

Consiglio di seguire questa dieta a tutte le persone che godono di buona salute in quanto grazie a questo regime alimentare potranno perdere peso senza avere fame perchè il riso ha un alto potere saziante. Se, invece, avete qualche problema di salute vi consiglio di discuterne prima col vostro medico. In linea generale questo vale per tutte le diete e non solo per quella del riso. Il buon senso vuole che si consulti sempre un medico prima di iniziare una dieta che prevede il consumo di pochi alimenti.

Quali sono i contro di questa dieta?

Essendo poco varia, questa dieta può risultare difficile da seguire in quanto si è stanchi di mangiare sempre lo stesso alimento. Inoltre, un altro difetto di questa dieta è dato dal fatto che potrebbe causare un profondo senso di stanchezza.

24
Lug
2016
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Spaghetti di zucchine: la pasta che non fa ingrassare!

Se cerchi un’alternativa vegetale alla pasta, non puoi non provare gli spaghetti di zucchine. Quest’ultimi si possono definire la versione light, a basso contenuto di carboidrati, della pasta tradizionale. In pochi minuti, preparerete un piatto originale e allo stesso tempo appetitoso.

Freschi e genuini, gli spaghetti di zucchine, non possono assolutamente mancare sulle nostre tavole.

Scopriamo insieme come preparare questo gustosissimo piatto estivo che va, assolutamente, consumato freddo…

Ingredienti per 2 persone:

  • 2 zucchine
  • 3 cucchiai di pesto genovese
  • 5 pomodorini
  • q.b. di sale
  • q.b. di pepe

Preparazione:

  1. Lavare le zucchine e tagliarle a julienne.
  2. Condire gli spaghetti di zucchine con il pesto, il sale e il pepe e saltateli in padella per qualche minuto.
  3. Lasciare raffreddare gli spaghetti per almeno un’ora.
  4. Servire in un piatto da portata decorato con qualche pomodorino, tagliato in pezzi.

Nb: le dosi degli ingredienti possono essere raddoppiate o dimezzate in base alle proprie esigenze. Se siete da soli dividete le dosi per due, se invece siete in quattro raddoppiatele.

Gli spaghetti di zucchine sono l’ideale sia per un pasto in casa che fuori casa. Poiché sono molto leggeri, si prestano bene anche ad essere consumati per cena.

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23
Lug
2016
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Albicocche e pesche per una merenda golosa e leggera

Albicocche e pesche sono le regine dell’estate. Insieme all’anguria e al melone, sono tra i frutti più consumati nella bella stagione. Quest’ultime, infatti, sono ricchissime di vitamine e povere di grassi e per questo si prestano benissimo ad essere consumate anche da chi vuole perdere qualche chiletto di troppo.

C’è chi ama mangiarle a pezzi, chi le gradisce sotto forma di succo di succo di frutta e chi, invece, non riesce a fare a meno di un buon frullato.

Gli smoothie, infatti, sono più golosi di un gelato, più leggeri di una merenda e uno spezza-fame ricco di vitamine a cui solo pochi riescono a rinunciare.

Scopriamo insieme come preparare un ottimo frullato a base di albicocche e pesche…

Ingredienti per 1 bicchierone:

  • 1 pesca nettarina
  • 3 albicocche
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • 3 cubetti di ghiaccio
  • 1 bicchierino da caffè di succo d’arancia

Preparazione:

  1. Lavate bene la frutta, denocciolatela e tagliatela in pezzi.
  2. Mettetela nel mixer insieme al ghiaccio, al succo di frutta e allo zucchero di canna.
  3. Lasciate frullare il tutto per un paio di minuti e poi spegnete l’apparecchio.
  4. Travasate il frullato in un bicchiere e consumatelo come spuntino o merenda light.

Il frullato di albicocche e pesche è ottimo anche per i bambini, faranno il pieno di vitamine consumando una bevanda golosa ma al tempo stesso salutare. Per rendere ancora più golosi smoothie e frullati, provate ad aggiungere anche yogurt magro o latte di soia o riso.

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti! Che aspettate a consumare pesche e albicocche a volontà?

Preferite mangiare frutta in pezzi oppure consumarla sotto forma di frullato?

Scrivetelo nei commenti!
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22
Lug
2016
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“Chissà” di Serena De Benedetto

Dopo Finalmente cresciuto, Serena De Benedetto ci presenta una nuova emozionante storia: “Chissà”. 

A Serena, oltre ai nostri complimenti, va un ringraziamento speciale per la realizzazione dell’immagine di copertina di questa storia.

Buona lettura!

Sapevo che prima o poi quella storia sarebbe tornata indietro a colpirmi come un boomerang, un grosso, vecchio, pesante, arrugginito e infetto boomerang, ma ero certa che non sarebbe dovuto succedere così presto, in quelle circostanze e dall’altro capo del mondo.

Impreco sottovoce mentre getto delle foglie di salvia essiccata nel borsone, subito seguite da olio di fiori di patchouli e tutti gli altri elementi necessari al compito insolito e tutt’altro che gradito che mi tocca.

Mentre chiudo il borsone, con uno strattone talmente forte da rischiare di rompere la cerniera, mi dico che è arrivato il momento di mandare a quel paese il mio proposito numero uno nella vita: non mentire mai ai bambini.

Sono passati quindici anni da quando ho esaudito la curiosità della mia dolce, gentile e un po’ viziata nipotina. La bambina allora aveva 7 anni, mentre io quasi diciotto.

-Ma perché tu piangi per tutti i cartoni animati e i libri e le canzoni e anche per le persone tristi? Non lo fanno tutti!-

Era stato difficile spiegarle che in realtà riuscivo a sentire quel dolore come se fosse mio, che ci riuscivo anche con le emozioni belle, ma che la tristezza mi colpiva in maniera unica, più potente, come un pugno allo stomaco e mi toglieva il fiato.

All’epoca non sapevo neanche io di far parte di una categoria particolare di persone e che esistessero altri come me. Sarei una specie di sensitiva, il che mi da ridere parecchio visto che non credo a cose come oroscopo o previsione del futuro. In realtà il nome sarebbe diverso, ma è in una lingua strana e non l’ho mai imparato.

In sostanza io e tutti quelli come me riusciamo a leggere l’animo di qualcuno e quindi a guidarlo nella riscoperta della propria individualità. Che detto così sembra una cosa figa, ma in realtà è solo una rottura, perché mi ritrovo a sentire i forti sentimenti di chi mi sta intorno come se fossero miei e, persino, a soffrirne.

Ogni pseudo sensitivo di questo tipo ha una sua peculiarità, alcuni sentono la gioia, altri la tranquillità, altri la lussuria… A me sono capitate tristezza e dolore. Fortunella!

La sorpresa comunque è stata enorme quando, poche ore fa, nel bel mezzo della notte, la mia nipotina mi ha chiamato dimostrandomi non solo che ricorda quello che le ho detto quindici anni fa -15! Era una bambina, diamine!- , ma che, di tutta questa faccenda, sa più di me ed adesso ha bisogno del mio aiuto.

Scendo dall’aereo dopo un lungo viaggio di 10 ore, sono partita stamattina presto, ma qui non è ancora l’ora di pranzo e fa molto caldo. Maledico internamente il mio fratellone per aver pagato questo viaggio a sua figlia: non poteva andarsene al mare a due ore di auto?

Mi guardo intorno e Camilla è lì, ad attendermi. Indossa uno shorts di jeans e una t-shirt gialla, i capelli legati in una coda bassa, neanche un filo di trucco e il viso super preoccupato.

-Nipotina, in che catastrofe ti sei cacciata?- la salutò così appena mi avvicino, ma il suo volto mi fa capire che è davvero nei guai.

-Grazie di essere venuta, ti spiego tutto strada facendo.-

Mi prende di mano il borsone e si incammina a passo sveltissimo fuori dall’aeroporto, dove entra in una specie di jeep gialla.

 

Entriamo nella camera d’albergo che occupa con la sua migliore amica, una suite in realtà, e ci precipitiamo nella stanza della suddetta amica, Grace.

A quanto pare anche Grace ha un dono simile al mio, ma lei sente, amplifica e trasmette la lussuria. Sembra che l’altra sera abbia alzato un po’ il gomito e abbia perso il controllo del suo dono, sovraccaricando se stessa e il ragazzo che aveva rimorchiato.

Ieri pomeriggio quando Camilla è tornata dalla giornata in spiaggia con altri amici e si è resa conto che la sua amica non era ancora uscita dalla stanza ha fatto forzare la porta da un inserviente e ha trovato i due amanti nudi e svenuti. Fortuna vuole che l’inserviente fosse un mezzo sciamano indiano (questa vicenda assume connotati sempre più assurdi!) e abbia aiutato a ricostruire l’accaduto attraverso l’impronta dell’energia vitale di Grace. È grazie a lui che Camilla ha pensato di chiamare me.

Mi avvicino ai due ancora svenuti, ma che sono stati rivestiti da mia nipote e l’indiano, e cerco di sentire qualcosa, ma da loro non proviene nessun dolore.

Sospiro e mi avvicino abbastanza da poter osservare i loro visi: lei è una bella ragazza, dalla carnagione caramello, evidentemente a causa dal sole, un caschetto moro, lunghe ciglia e labbra a cuore. Quando sposto lo sguardo su lui, mi mordo la lingua. Capelli castano chiaro, lunghissime ciglia dello stesso colore, le labbra carnose naturalmente rosse e il volto che ricorda un bambino. Le palpebre che nascondono gli occhi castani chiaro sono sin troppo pallide, come le guance. Lo conosco bene. Conoscevo ogni sua espressione fino ad una manciata di anni fa e sapevo che era in vacanza in questa stessa città, grazie ai social network… Ma quante erano le possibilità che fosse proprio lui quello che era andato a letto con l’amica di Camilla? A quanto pare parecchie.

Situazione spiacevole. Ingoio la saliva e mi schiarisco la voce prima di voltarmi e trovare gli altri due occupanti della stanza, quelli coscienti, che mi osservano.

-Non so cosa potrei fare… Non ho mai usato questa cosa-, faccio un segno confuso verso il mio petto,- in questo modo… Di solito ne subisco gli effetti… Da poco ho imparato a rimuovere il dolore altrui, io…-

-Deve solo sondarli e cercare cosa hanno che non va, se possono stare bene… E provare ad influenzarli.-

Solo. La fa facile lui!

Mi avvicino al lato del letto dove si trova Grace e le sfioro la tempia, mentre senza volerlo sussurro un “Non è neanche il tuo tipo, non ti piacciono le more”. Spero che gli altri non mi abbiano sentito!

Grace è… Come prosciugata sembra che abbia dato troppo… Mentre il suo compagno di letto, Christian, sembra abbia assorbito troppo.

Dovrei riuscire a trasferire un po’ di energia da lui a lei, quel tanto che basta per svegliare lei, che sarà poi in grado di riprendersi da sola un po’ per volta, grazie proprio al suo dono. Aiutare lui, d’altra parte, sarà molto più difficile, dovrò ricostruire la sua energia eliminando quella di lei, o lasciando che lui l’assorba… Una cosa alla volta.

Tolgo le scarpe e salgo sul letto posizionandomi tra i due belli addormentati, senza toccare nessuno dei due per evitare di alterare il campo di forze vitali, fortunatamente ho deciso di optare per la praticità e sono partita indossando i jeans, se fossi stata vestita in modo più femminile sarebbe stato difficile.

Dico a Camilla di andare a prendere il borsone, cercando di ricordare cosa ci ho buttato dentro in preda alla fretta.

-Cerca un medaglione con una pietra rossa!-, spero di averlo portato!

Osservo mia nipote e tiro un respiro di sollievo quando lo trova a me lo passa. È una semplice catenina su montatura tonda, entrambe di acciaio, che racchiude una piccola pietra ottagonale rossa.

-È un rubino, una pietra legata alla vitalità -spiego- e questa una pietra di luna, legata alla femminilità.-, dico togliendomi l’anello che ho al dito e posandolo tra le lenzuola.

Tengo la catenina con un solo dito e faccio oscillare il pendente, in senso orario, da destra a sinistra, da Christian a Grace. Tendo tutta la mia energia per cercare, con estrema delicatezza, un po’ da Christian per poterla ritrasferire a Grace, senza nessuno strattone traumatico.

All’improvviso lo sento, un piccolo barlume di energia liberato, che si muove delicatamente con l’aria, con il piccolo flusso di vento che sto creando con il movimento del pendolo. È come una bolla di sapone e devo fare attenzione che non tocchi nessuno se non la ragazza svenuta, ma a questo punto è più semplice, so come direzionare l’energia, l’ho imparato per riuscire a rimuovere la tristezza e il dolore.

Meno di un secondo e la migliore amica di mia nipote si muove e schiude lentamente gli occhi, anche se è stremata starà bene.

Camilla prova a farla alzare per portarla nell’altra stanza e darmi spazio per aiutare Chis, ma la fermo.

Appena Grace ha aperto gli occhi ho sfiorato il volto del suo amante, è bollente, ho bisogno di continuare in una piscina e lo spiego, ma ovviamente è impossibile occupare la piscina dell’hotel.

-La vasca idromassaggio?- chiede l’inserviente, di cui mi sforzo di ricordare il nome, ma forse non me l’ha proprio detto.

-È vero! È molto grande.-

Sono scettica, ma Grace dice a Dennis -ecco come si chiama!- di portare il mio vecchio amico nella vasca.

Gli raccomando di essere veloce e muoverlo il meno possibile.

Prendo il borsone e li seguo, scalza, è inutile rimettere le scarpe visto che dovrei toglierle di nuovo tra pochi momenti.

Quando arrivo in bagno devo ammettere che l’idea di Dennis è stata buona, questa vasca è enorme, ci entrerebbero almeno 5 persone. Chris è già nella vasca seduto, in boxer. Apro l’acqua fredda e entro con jeans e camicia, accanto a lui.

Chiedo a Camilla di prendere dal borsone la mia collana d’ambra, per la concentrazione, e poi di passarmi le pietre azzurre e quelle trasparenti.

Scelgo un paio di acquamarine grezze per ripristinare l’equilibrio, uno zaffiro, per infondere la calma e parecchi quarzi ialini per la purificazione.

Indosso l’ambra e appoggio tutte le altre pietre intorno a noi, sul fondo della vasca che ormai si è quasi riempita del tutto.

Mi concentro e capisco il problema: avrebbe dovuto iniziare ad assorbire l’energia in eccesso ricevuta da Grace, invece la sta respingendo.

Riesco a stento a sentire la sua energia originaria, debolissima: Chris non riesce ad assorbire quella in eccesso perché è il contrario della sua. Come se fosse un di rosso acceso e mentre la sua un azzurro.

Questo renderà tutto più difficile, un migliaio di volte più difficile: devo sfilare via l’energia della ragazza attraverso me.

Lascio le sue mani e tocco il suo ginocchio, cercando di assorbire tutta quella energia extra; non posso assorbirla e processarla neanche io: devo espellerla.

Riesco a tirarne via una parte, ma sono rimaste delle piccole concentrazioni in punti localizzati. Prendo i cristalli di quarzo e li posiziono su caviglie, polsi, stomaco, spalle e labbra.

La temperatura di Chris è calata, ora è quasi normale, quella delle mie mani invece è altissima, come se le mie dita fossero tizzoni ardenti.

Una alla volta prendo i cristalli e li lavoro, li modello e, con le mie dita incandescenti, li rendo lisci come vetro soffiato, eliminando, in questo modo, l’energia residua.

Prima le caviglie poi il polso sinistro: inizio a rendermi conto che Christian è sempre più presente, mi ha persino riconosciuto, ma quando ho quasi finito di purificare la seconda spalla mi rendo conto che ha bisogno di un po’ di energia perché tra il trauma dell’eccesso, la febbre e la purificazione, sarebbe pericoloso lasciargli solo quel poco della sua energia che gli resta, il corpo potrebbe avere uno shock.

Mentre inizio a lavorare sulla pietra delle labbra riesco a sentirlo, cosciente, attraverso la connessione psichica che ho creato per aiutarlo, sta parlando… Flirtando, in realtà. Sempre il solito.

-È come se mi stessi sfiorando le labbra, lo sai?-, mi arriva chiaro e tondo, ma lo ignoro.

-Non è giusto, sento che mi stai riplasmando, ma non vuoi rispondermi?-, come al solito è fastidiosamente insistente.

-Ho bisogno di concentrazione, potremo parlare di quanto mi devi e quanto sei idiota quando avrò finito.- gli rispondo ad alta voce, stufa delle sue continue domande. Sicuramente Camilla e Dennis mi staranno guardando come una pazza, ma non ho il tempo per preoccuparne.

Ho quasi finito la purificazione e, mentre lascio fluire l’ultimo alito di energia di Grace fuori da me, infondo a Christian un po’ della mia energia, straordinariamente simile alla sua.

Purtroppo nella sua semicoscienza, lui inizia a “bere” troppa della mia energia e a svenire sono io.

Quando mi risveglio dopo un paio d’ore ho una T-shirt di una decina di taglie più grande che mi fa da camicia da notte, mi guardo intorno e sono su un letto ampio e comodo in una stanza diversa dalla suite di mia nipote. Pochi secondi dopo sento il letto abbassarsi alle mie spalle.

-Guarda un po’ che devo fare per avere una possibilità di portarti a letto!-

Mi volto e molto, molto, molto vicino -troppo- trovo Christian che gioca con una mia ciocca di capelli. Le sue labbra così vicine che mentre mi dice un “buongiorno Belladdormentata” sento che quasi sfiora le mie.

Sono ancora un po’ stranita quando mi ricordo che non ero “vestita” così, ma prima che possa chiedere spiegazioni lui me le sta già dando.

– Quando mi sono svegliato quasi nudo in una vasca fredda ti ho trovata svenuta su di me, ti ho presa in braccio e ho chiesto all’inserviente che era nel bagno di darmi una stanza che non fosse troppo distante e ti ho portata con me, in braccio. Tra parentesi, sei più pesante di quel che sembri!-, gli do uno schiaffetto sul braccio, prima che continui- i tuoi abiti erano zuppi così te li ho cambiati mettendoti T-shirt e i pantaloncini, non preoccuparti ho visto pochissimo!-

Arrossisco fino alla punta dei capelli e sbuffo, sì, mi sento una sedicenne in un libro per ragazzine.

-Potevi farti aiutare da Camilla.-

-Scusa, ma non mi fido di quelle due, dopo quello che è successo.-

Si alza e mi indica una sedia.

-Comunque la ragazza ha mandato degli abiti per te, puoi cambiarti da sola stavolta!- ride mentre si allontana, verso la porta.

-E poi chissà.-,sussurra voltandosi e facendomi l’occhiolino prima di uscire.

Mi sveglio.

Sono mesi che dormo un sonno agitatissimo, senza sogni, e mi risveglio spossata.

Sono due notti che invece mi addormento, sogno lui e mi sveglio felice.

Apro il browser e vado su Facebook, nella home foto di Christian con gli amici. E sorrido.

Forse non l’ho proprio dimenticato.

Prendo il cellulare e faccio il suo numero.

Chissà, forse.

SERENA DE BENEDETTO è una Dottoressa in Lettere moderne con la passione per la scrittura e la traduzione. Se ti va di conoscerla anche come traduttrice, seguila su Subspedia.
22
Lug
2016
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Occhio di pernice: come curarlo con i rimedi della nonna

L’occhio di pernice o tiloma è un ispessimento della cute del piede simile ad un piccolo callo. Esso può formarsi sia sotto che sopra il piede e, generalmente, è causato da calzature troppo strette o rigide. Esistono diversi rimedi naturali per curare o alleviare i sintomi di un tiloma.

Tra i rimedi della nonna più efficaci contro l’occhio di pernice, vi segnaliamo:

  1. I pediluvi con acqua calda e sale integrale: un immersione di 30 minuti, in acqua e sale, potrà aiutarvi a far ammorbidire la cute e ad eliminare parzialmente il tiloma con una limetta.
  2. I pediluvi con acqua calda e bicarbonato: svolgono la stessa azione di quelli al sale integrale.
  3. Limone: sfregare una fetta di questo agrume vicino all’occhio di pernice vi aiuterà a curarlo.
  4. Impacchi a base di lievito di birra e succo di limone: mettete lievito di birra e succo di limone in una garza e poi applicatelo sulla pelle. Dopo un po’ inizierete a sentire un leggero sollievo.
  5. Aloe vera: estraete del gel da una foglia di aloe vera ed applicatelo sulla zona interessata. Sarà un vero toccasana per la vostra pelle.
  6. Aglio: essendo un antinfiammatorio naturale, l’aglio lenirà in fretta l’irritazione causata dall’occhio di pernice.
  7. Tintura madre di calendula: applicare 30 gocce di questa tintura madre, diluita in poca acqua, sulla cute lesionata. L’impacco svolgerà un’azione cicatrizzante ed emolliente.

Avete già provato tutti questi rimedi ma non siete riusciti a risolvere i vostri problemi? Allora richiedete il consulto di un podologo,  vi aiuterà sicuramente ad eliminare tutti i vostri tilomi in maniera professionale e definitiva. Vi sconsiglio, invece, di rivolgervi ad un’estetista che non lavora in un centro qualificato in quanto, a causa della sua inesperienza, potrebbe solo peggiorare il vostro problema.

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