lucrezia

Ritorna l’appuntamento con Talenti in Erba ed è con vero piacere che vi presento una nuova aspirante scrittrice: Maddalena Farruggia. Quello con Maddalena sarà il primo di due appuntamenti letterari. “Lucrezia” e “Paolo e Francesca” sono i due racconti che questa brillante autrice ha deciso di condividere con il pubblico di DidiDonna.

Lucrezia

Elisabetta era scesa nello scantinato: sperava di ritrovare sua figlia.
Non la vide e si accasciò a terra piangendo. Alfonso scese di corsa le scale, le si avvicinò dicendo: “non ti angosciare, la troveremo. Costi quel che costi io la ritroverò!” E così dicendo la riaccompagnava in casa, la aiutava a stendersi sul letto, la consolava (anche lui aveva il cuore a pezzi perchè vedeva sua moglie che, giorno dopo giorno, si logorava – aveva perso la ragione della sua esistenza senza la sua
piccola; eppure doveva farsi forza..) fino a che non si addormentava.

Questo rituale si ripeteva ormai tutte le mattine.

Tutto era cominciato due anni prima.

In una contea di mille anime, in un bel palazzo arroccato vivevano Elisabetta, il marito Alfonso e la loro unica figlia Lucrezia; vivevano una vita semplice – nonostante fossero ricchi – in cui regnava l’amore, il
rispetto reciproco per se stessi, per gli altri e per le cose e soprattutto l’educazione! Vivevano una quotidianità fatta di piccole cose e questo faceva invidia ai più! Le loro giornate trascorrevano repentinamente; Alfonso, la mattina all’alba andava nelle scuderie, rastrellava i cavalli e
usciva in perlustrazione verso le distese delle sue terre e si attardava tutta la mattinata con i suoi uomini, impegnati a lavorare nei campi – a seconda della stagione, raccoglievano pomodori, uva da cui ricavavano un ottimo vino, olive da cui estraevano un olio pregiato, dal sapore inconfondibile – parlava con loro e ascoltava i loro consigli da “contadini”; era riuscito ad instaurare un rapporto alla pari, non da servi e padrone. Elisabetta, invece, rimaneva ancora a dormire, fino a che Lucrezia saltava sul letto, la baciava, la abbracciava e restavano così per ore a ridere.. Lucrezia era la loro amata figlia, nata dopo non pochi problemi: era questo che aveva unito la famiglia e ancor più madre e figlia. La piccola aveva solo 4 anni, ma dal cuore davvero grande. Dopo una frugale colazione, ogni mattina si inventavano
qualche attività da fare insieme: aveva insegnato a sua figlia a scrivere e a leggere, a dipingere, a suonare il pianoforte… questo giorno era la volta dei dolcetti fatti in casa… come era buffa Lucrezia con il viso sporco di farina… pronti i manicaretti, si incamminarono sui campi, insieme alle domestiche – ridevano, canticchiavano e scherzavano – per fare una sorpresa ai loro uomini. Alfonso quando vide Elisabetta gli si illuminarono gli occhi – la moglie non era mai scesa sui campi – e la baciò dolcemente.
– E Lucrezia dove è? – sorpreso di non vedere la figlia.
– Dove è la mia bambina? L’avete vista la mia piccola?! – continuava a ripetere queste parole con lo sguardo assente, incredula di non avere accanto a se sua figlia.

Da quel giorno la loro vita cambiò radicalmente: ovunque si respirava un velo di tristezza; anche la natura, sembrava aver percepito qualcosa di strano: i pomodori tardavano a maturare, l’olio aveva un
sapore aspro. Elisabetta, era colei che stava pagando maggiormente il prezzo di questa scomparsa: abbandonata al suo destino senza prospettiva per il futuro. Alfonso, dal canto suo soffriva, in silenzio, le
mancava sua figlia, ma era lui a farsi carico di tutto, non poteva abbandonare le sue terre, non poteva farlo ne a se stesso, ne ai suoi uomini, che con tanta dedizione avevano continuato a lavorare fra i
campi anche durante la sua lunga assenza: era partito per diversi mesi per cercare sua figlia.
E ora a distanza di due anni la loro vita aveva una parvenza di normalità, nonostante nessuna traccia della piccola Lucrezia, inghiottita dalle viscere della terra.

MADDALENA FARRUGGIA: Dottoressa in Lingue moderne e traduzione per le relazioni internazionali, scrittrice e traduttrice, ama coniugare emozioni e sensazioni, realtà e fantasia, e colori e suoni della sua terra: la Sicilia, nella scrittura.

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